Come investire e guadagnare in borsa – Guida 1

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Se sei qui è perché vuoi capire come fare soldi e come investire in borsa senza farti male. Questa serie di guide, ti aiuterà a capire i meccanismi, la nomenclatura, i principi generali ma anche operativamente come fare gli investimenti, che siti visitare per informarsi, che siti visitare per formarsi, che libri è bene leggere; insomma da qui partirà una ramificazione di post utili per comprendere ciò che davvero importa nel mondo degli investimenti escludendo in maniera netta il superfluo.

Quindi partiamo!

Investimento e Trading: le differenze

A qualsiasi neofita e a chiunque conosca poco il mondo degli investimenti potrebbe sfuggire la prima grande divisione nel mondo della borsa: “investing” non è “trading”. La differenza può essere così riassunta:

  1. l’investor (investitore) effettua operazioni di medio lungo periodo ed è insensibile alle oscillazioni quotidiane o settimanali dei titoli.
  2. il trader è chiunque giochi in borsa effettuando operazioni di breve periodo ed è molto sensibile alle oscillazioni quotidiane e settimanali dei titoli. Gli scalper, un sottoinsieme dei trader effettua operazioni di acquisto e vendita intra-day, cioè all’interno della stessa giornata. Questa categoria è fortissimamente sensibile alle oscillazioni giornaliere dei titoli.

La nostra guida e il nostro percorso ignorerà totalmente la categoria del trading e delle sue regole, o presunte tali, e si concentrerà esclusivamente sull’investing e le sue regole.

Per investire in borsa bisogna tenere a mente pochissimi ma fondamentali concetti:

  1. Là fuori c’è gente che ne sa molto, ma molto più di te. Non pensare di aver capito tutto dopo aver letto qualcosa sulla borsa, sii umile.
  2. Il mercato azionario può farti perdere molti soldi. Ogni tua scelta deve essere ben ponderata. Assumiti la responsabilità dei tuoi errori. Non mettere mai soldi in qualcosa che non conosci, per nessuna ragione. Non investire un euro se non hai studiato a sufficienza il funzionamento dei mercati e il significato dei valori dei titoli.
  3. Ogni valutazione deve essere orientata da un’analisi oggettiva. A questo proposito studia e leggi quanto più puoi sul Value investing; è il metodo di Benjamin Grahm ed è basato sul valore intrinseco e presente dell’azienda. Applicando questo metodo si dovranno individuare e comprare le azioni delle società che il mercato sottovaluta cioè quando il prodotto tra il costo dell’azione e numero delle azioni stesse (capitalizzazione) è inferiore al suo patrimonio. Studia anche il Growth investing, che è il metodo di Philip Arthur Fisher ed è basato sul valore potenziale, sulla crescita dell’azienda, del settore merceologico e del mercato di riferimento. L’obiettivo è quindi acquistare le azioni della società che, per la sua posizione geografica, per il settore merceologico in cui opera o per altri fattori, possiede un notevole valore potenziale tale da far ritenere una inevitabile crescita futura che ovviamente si ripercuoterà sulla capitalizzazione.

Warren Buffett, il più grande investitore e l’uomo più ricco del mondo, dice che un buon investimento è composto per l’85% Graham e il 15% Fisher.

Definito qualche concetto, devi munirti di un conto corrente con deposito titoli. Non fermarti alla prima banca sotto casa. Le maggiori spese sono quelle per la gestione e il deposito dei titoli, le commissione che la banca trattiene ad ogni transazione, poi le tasse e le imposte. Io ti consiglio Fineco bank che oltre ad avere costi bassi è molto veloce, accederesti facilmente ai vari mercati del mondo, ha un’applicazione iOS e Android molto bene fatta, non ultimo un servizio di assistenza grandioso.

Detto ciò vi lascio un’altra piccola distinzione sui maggiori strumenti finanziari:

  1. Azioni. Sono lo strumento finanziario maggiormente volatile e quindi rischioso. Non garantiscono alcun tipo di rendimento. Gli azionisti hanno diritto a un dividendo se la società decide di distribuire parte dell’utile generato. Il valore del dividendo è deciso dalla società.
  2. Obbligazioni. L’emittente può essere una società o uno stato. In sostanza stai prestando denaro all’emittente a fronte di un interesse ricorrente definito dall’emittente. È tipicamente uno strumento a basso rischio, ma devi sapere che il rischio è una funzione direttamente proporzionale al tasso d’interesse: maggiore è il tasso di interesse, maggiore è il rischio che l’emittente fallisca (vada in default).
  3. Polizze a gestione separata
  4. Fondi
  5. ETF. Exchange Traded Fund è uno strumento che ha la stessa volatilità delle azioni perché replica il loro andamento. Ha un costo commissione molto basso. È il metodo più semplice per investire in mercati lontani o in mercati interi, evitando di selezionare pochi titoli. Vi consiglio di leggere i libri di John C. Bogle.
  6. ETC. Exchange Traded Commodities è uno strumento molto simile agli ETFs. Il principio di investimento è lo stesso, l’unica differenza è che l’investimento è orientato su commodities e non su titoli. Un esempio è l’ETC Gold che replica le variazioni del prezzo dell’oro.

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